"If music be the food of love, play on!"

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Le tartarughe Ninja sono tornate, con un film firmato Nickeleodon che fa rimpiangere i vecchi cartoni animati solo ai vecchi nostalgici come me.

Megan Fox e il suo personaggio sono ciò che di più offensivo per la categoria femminile in questo genere di film ci possa essere: tra l’inutile e il dannoso, tendendo più verso il secondo che verso il primo, oltretutto, ma va bene così (più o meno).

I primi amori non si possono dimenticare e così, insieme alla passione per la pizza (quella ai 99 formaggi per me sarebbe la morte sicura, vista la mia allergia al latte, ma va bene anche così!), le Tartarughe ci accompagnano anche alla scoperta di una versione Beatbox in ascensore che non ci aspettavamo e che, da sola, vale la visione dell’intero film.

La domanda resta: ma le armi da dove sono uscite?
E soprattutto… perché il topo pulisce l’angolo di fogna?

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Consigli per la lettura: “Il cardellino” di Donna Tartt, un libro che ti entra dentro, come lo sguardo del cardellino in copertina, come il vostro angolo preferito di una città, come la vostra opera d’arte preferita.
Una storia ai limiti dell’impossibile, avventura dopo avventura il giovane Theo diventerà meno ingenuo e meno giovane, accompagnato nella sua storia da una serie di assurdi personaggi che vi rimarranno nel cuore, come questa storia che vi lascerà con il fiato sospeso fino alla fine dell’ultima pagina.  

"I grandi quadri - la gente accorre per vederli, attirano folle, sono riprodotti all’infinito sulle tazze e sui tappetini del mouse e su qualunque cosa. E, questo riguarda anche me, puoi passare una vita intera a visitare musei con grande piacere, un bel giretto, e poi via, a pranzo da qualche parte. Ma…" tornò a sedersi al tavolo, "se un quadro ti affonda davvero nel cuore e cambia il tuo modo di vedere, e di pensare, e di provare emozioni, non pensi, "oh, amo questo quadro perché è universale", "amo questo quadro perché parla a tutto il genere umano". Non è questa la ragione per cui ci si innamora di un’opera d’arte. È un sospiro segreto in un vicolo. Pss, tu. Ehi ragazzino. Sì, proprio tu." Le dita scorrevano sulla foto sbiadita - il tocco del conservatore, un tocco senza tocco, lo spazio di un’ostia tra la superficie e l’indice. "Un intimo colpo al cuore. Il tuo sogno, il sogno di Welty, il sogno di Vermeer. Tu vedi un quadro, io ne vedo un altro, il libro d’arte lo colloca in un altro modo ancora, la signora che compra la cartolina al negozio di souvenir del museo vede qualcosa di completamente diverso, per non parlare della gente d’altri tempi - quattrocento fa, quattrocento anni nel futuro -, non colpirà mai nessuno allo stesso modo, e la maggior parte delle persone non ne verrà affatto toccata in maniera profonda, ma - un quadro veramente grande è abbastanza fluido da farsi strada nella mente e nel cuore da ogni possibile angolazione, in modi unici e molto particolari. Sono tuo, tuo. Sono stato dipinto per te. E - oh, non so, fermami se sto farneticando…" passandosi una mano sulla fronte, "ma anche Welty parlava di oggetti fatali. Ogni mercante d’arte e antiquario li sa riconoscere. Opere che tornano e ritornano. Forse per qualcun altro, che non è antiquario, non si tratta di un oggetto. Può essere una città, un colore, un’ora del giorno. Il chiodo su cui il tuo destino tende a impigliarsi e a strapparsi."
“Sembra di sentire mio padre.”
“Bè - vedila in un altro modo. Chi è che ha detto che le coincidenze sono solo il modo che Dio ha scelto per restare anonimo?”
“Ora sembri veramente mio padre.”
“E se i giocatori d’azzardo l’avessero capito meglio di chiunque altro? Tutto ciò che ha davvero valore rappresenta una scommessa. E le cose buone non entrano spesso dalla porta sul retro?”


Ma chissà cosa intendeva davvero dire Fabritius? Della sua opera ci è rimasto così poco che è audace persino tentare un’interpretazione. L’uccello guarda verso di noi. Non è idealizzato o umanizzato. È un uccello vero e proprio. Guardingo, rassegnato. Non c’è una morale né una storia. Non c’è soluzione. C’è solo un duplice abisso: quello tra il pittore e l’uccello imprigionato; e quello tra la testimonianza dell’uccello che il pittore ci ha lasciato e la nostra esperienza, secoli dopo.

Consigli per la lettura: “Il cardellino” di Donna Tartt, un libro che ti entra dentro, come lo sguardo del cardellino in copertina, come il vostro angolo preferito di una città, come la vostra opera d’arte preferita.
Una storia ai limiti dell’impossibile, avventura dopo avventura il giovane Theo diventerà meno ingenuo e meno giovane, accompagnato nella sua storia da una serie di assurdi personaggi che vi rimarranno nel cuore, come questa storia che vi lascerà con il fiato sospeso fino alla fine dell’ultima pagina.

"I grandi quadri - la gente accorre per vederli, attirano folle, sono riprodotti all’infinito sulle tazze e sui tappetini del mouse e su qualunque cosa. E, questo riguarda anche me, puoi passare una vita intera a visitare musei con grande piacere, un bel giretto, e poi via, a pranzo da qualche parte. Ma…" tornò a sedersi al tavolo, "se un quadro ti affonda davvero nel cuore e cambia il tuo modo di vedere, e di pensare, e di provare emozioni, non pensi, "oh, amo questo quadro perché è universale", "amo questo quadro perché parla a tutto il genere umano". Non è questa la ragione per cui ci si innamora di un’opera d’arte. È un sospiro segreto in un vicolo. Pss, tu. Ehi ragazzino. Sì, proprio tu." Le dita scorrevano sulla foto sbiadita - il tocco del conservatore, un tocco senza tocco, lo spazio di un’ostia tra la superficie e l’indice. "Un intimo colpo al cuore. Il tuo sogno, il sogno di Welty, il sogno di Vermeer. Tu vedi un quadro, io ne vedo un altro, il libro d’arte lo colloca in un altro modo ancora, la signora che compra la cartolina al negozio di souvenir del museo vede qualcosa di completamente diverso, per non parlare della gente d’altri tempi - quattrocento fa, quattrocento anni nel futuro -, non colpirà mai nessuno allo stesso modo, e la maggior parte delle persone non ne verrà affatto toccata in maniera profonda, ma - un quadro veramente grande è abbastanza fluido da farsi strada nella mente e nel cuore da ogni possibile angolazione, in modi unici e molto particolari. Sono tuo, tuo. Sono stato dipinto per te. E - oh, non so, fermami se sto farneticando…" passandosi una mano sulla fronte, "ma anche Welty parlava di oggetti fatali. Ogni mercante d’arte e antiquario li sa riconoscere. Opere che tornano e ritornano. Forse per qualcun altro, che non è antiquario, non si tratta di un oggetto. Può essere una città, un colore, un’ora del giorno. Il chiodo su cui il tuo destino tende a impigliarsi e a strapparsi."
“Sembra di sentire mio padre.”
“Bè - vedila in un altro modo. Chi è che ha detto che le coincidenze sono solo il modo che Dio ha scelto per restare anonimo?”
“Ora sembri veramente mio padre.”
“E se i giocatori d’azzardo l’avessero capito meglio di chiunque altro? Tutto ciò che ha davvero valore rappresenta una scommessa. E le cose buone non entrano spesso dalla porta sul retro?”


Ma chissà cosa intendeva davvero dire Fabritius? Della sua opera ci è rimasto così poco che è audace persino tentare un’interpretazione. L’uccello guarda verso di noi. Non è idealizzato o umanizzato. È un uccello vero e proprio. Guardingo, rassegnato. Non c’è una morale né una storia. Non c’è soluzione. C’è solo un duplice abisso: quello tra il pittore e l’uccello imprigionato; e quello tra la testimonianza dell’uccello che il pittore ci ha lasciato e la nostra esperienza, secoli dopo.

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I just discovered how amazing “Title” by Meghan Trainor is.

Her sound is fresh but classy, young even if more traditional and classic than you would expect and the lyrics are simply awesome. 

Everything started with “All About That Bass” but then I listened to “Dear Future Husband”, “Close Your Eyes” and “Title”, the track that gives the name to the album, and every song took the perfect place at the right time. 

There’s just one negative thing about “Title”: it has only 4 tracks.
Waiting for more songs by Meghan and for her to come to Italy!

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Madh e la mengonite

X Factor 8 è iniziato e le basi gettate sembrano decisamente buone.

I nuovi arrivi nella giuria, Fedez e Victoria Cabello, promettono non solo “frizzi e lazzi”, come è normale che sia, ma anche pareri corredati da anni di esperienza nel campo, sia dal punto di vista artistico che di promozione e comunicazione del talento.

Durante la conferenza stampa, alla quale era assente Morgan, la parola più ripetuta è stata “tenerezza”, anche se di tenerezza, specie tra i giudici, ce n’è stata davvero poca, almeno all’inizio, a quanto hanno detto loro stessi.

I talenti sono sempre di più e il livello è sempre più alto, così le puntate delle audizioni sono diventate cinque e, mentre noi scopriamo chi si è presentato ai provini, i giudici si danno da fare con le proprie squadre: Morgan i gruppi; Mika gli over; Victoria le ragazze under e Fedez i ragazzi under.

Non ci resta che stare a vedere, ma da quel poco che abbiamo visto durante l’anteprima dedicata alla stampa… ne succederanno alcune davvero belle.

Simon Cowell, forse ci stiamo avvicinando.

Filed under X Factor Mengonite Madh Auditions Italia XF8 Morgan Victoria Cabello Fedez Mika categorie tv Sky

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Qualche tempo fa avevo parlato degli April Fools nel “Frangente Emergente” e sono davvero felice di poterne riparlare per via dell’uscita del primo dei tre EP che li vedono protagonisti di un interessante percorso musicale che merita di essere approfondito.

Oggi è uscito il video di “Televisione”, che traduce in maniera magistrale ma assolutamente non pesante, quello che è il mood della traccia, veicolato da parole taglienti come le schegge dello schermo del televisore che esplode, che dovrebbero far riflettere, almeno per un po’.

“Televisione” getta il seme di un progetto strutturato e ambizioso: si tratta infatti del primo di tre EP, ognuno dei quali contenenti tre brani, che gli April Fools pubblicheranno prossimamente, a distanza di due mesi l’uno dall’altro, sempre distribuiti in digitale da Artist First.

Oltre alla title-track “Televisione”, che esce accompagnata da un video realizzato da Claudio D’Avascio, già regista per Neffa e Raf, questo primo lavoro degli April Fools contiene altri 2 brani: la funkeggiante “La tua Mancanza” e la ballad “Con I Tuoi Occhi”.

Potete acquistare l’EP su i-Tunes (http://bit.ly/1nWjeQH) e Amazon (http://amzn.to/1ums3rY).

http://www.aprilfools.it/

La curiosità rimane: Gabriele, dove l’hai incontrato il tipo con il ventilatore in mano?!? ;)

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